Associazione culturale
Poggio Oddone
di
Perosa Argentina
DISTANZE DALLE PRINCIPALI CITTA' DEL NORD ITALIA |
DISTANZE DALLE PRINCIPALI CITTA' ESTERE |
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| Torino | Km 50 | Briançon | Km 50 |
| Cuneo | Km 70 | Gap | Km 130 |
| Milano | Km 190 | Grenoble | Km 150 |
| Genova | Km 220 | Lione | Km 250 |
| Savona | Km 195 | Ginevra | Km 270 |
| Bologna | Km 380 | ||
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Rievocazione storica
"Poggio Oddone terra di confine
Il dono del formaggio"
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19 - 20 - 21 SETTEMBRE 2008 IX EDIZIONE - MERCATI E VECCHI MESTIERI
Programma
Venerdì 19 Settembre
Ingresso libero
Sabato 20 Settembre
Rievocazione di antichi
processi di lavorazione
• Lo Stambecco
Compagnia teatrale Anubi Squow di Cremona Clicca qui per conoscere il menu
Domenica 21 Settembre
FIERA DEL “PLAISENTIF” Il paniere del margaro – artigianato tipico Nel corso della giornata
• FIERA REGIONALE Spazio OSPITI il mercatino di Espaci Occitan
Con la partecipazione del dott. Giuseppe Zeppa-Università di Torino, Ezio Giai e Marco Bourlot
(costo pranzo €9) Clicca qui per conoscere il menu
Esibizione Gruppi Storici Spazio BALLI OCCITANI con "Li Timangle"
Chiusura manifestazione Tutte le manifestazioni si svolgono in zona fiera davanti al municipio Per tutta la manifestazione punti ristoro.
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Arrivo dei margari durante la Rievocazione Storica
Vi prego, assaggiatelo! È
più prezioso del capretto e del montone
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![]() Un momento del corteo storico |
Una rievocazione storica per recuperare lidentità culturale perduta che è riconoscersi in un passato legato alla terra, ai suoi prodotti, identità ad un tempo magica e bucolica nel ricordo, ma estremamente attuale in questo mondo sempre più alla ricerca delle proprie radici, unidentità comune ai valligiani della Val di Perosa ma anche una identità più estesa, nella sua valenza universale di ricerca del vissuto dei popoli. | |
| "Poggio Oddone Terra di Confine" è il titolo della Rievocazione Storica che tutti gli anni si svolge nel terzo fine settimana di Settembre a Perosa Argentina, in provincia di Torino. |
L'arrivo del Grande Fuoco durante l'Assoldamento |
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Questa Rievocazione fa rivivere fatti quotidiani della vita di un paese al confine tra la Savoia e il Delfinato, dove le popolazioni montane pur tra guerre e armistizi, battaglie e vittorie, cambi di governanti e trattative diplomatiche riuscivano non solo a convivere ma addirittura a collaborare per mantenere in vita il commercio e leconomia locale, forti dei preziosi prodotti di montagna, primo fra tutti il "plaisentif", un formaggio dellalpeggio "più prezioso del capretto e del montone" come dicono gli antichi testi. Così, argutamente, i margari, con la complicità dei popolani delle valli, riuscivano a spuntare un mercato o una fiera, riuscivano a interrompere scaramucce e piccole dispute, a fronte di donativi di quel prezioso formaggio, ora al Governatore di Perosa, ora ai notabili pinerolesi, che un po per calcolo politico e un po per solidarietà con le popolazioni ne consentivano lo smercio in valle. |
L'arrivo del Grande Fuoco durante l'Assoldamento
Le guardie di Poggio Oddone aprono il corteo |
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| Qui di seguito vi sono alcune foto tratte dall'archivio fotografico di Laura Balzani, riguardanti gli eventi della manifestazione del 2003. | ![]() Dame intente a conversare |
| Foto della Mostra storica
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Foto serata di presentazione
della Toma Numero 1 del Plaisentif, il formaggio delle
viole.
Il sindaco di Perosa, Giovanni Laurenti, offre alla Dott. Evelina Christellin, madrina della serata, la Toma Numero 1
Aula consiliare: Sindaco, Assessori e Presidenti delle Associazioni Perosine |
| Foto della rievocazione 2003
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Uscite del gruppo
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| COMUNICATO STAMPA Scritto in occasione della firma dell'Atto Notarile per la costituzione dell'Associazione Culturale Poggio Oddone Perosa è un paese dinamico e intraprendente, capace di offrire iniziative, proposte culturali e quant'altro possa arricchire ed elevare il bagaglio socio culturale dei cittadini e nel contempo dei visitatori. Tutto questo è possibile anche grazie alle molte Associazioni perosine di volontariato che operano nei più svariati settori: la solidarietà, la cultura, il turismo, lo sport, lo sviluppo, ecc. Da alcuni anni in Perosa viene svolta da centinaia di cittadini una attività:
attraverso rievocazioni storiche, manifestazioni e spettacoli. Ora, per dare un nome ed un volto a queste persone e all'attività da loro svolta, con grande profusione di lavoro e di dedizione, è nata una nuova Associazione Culturale denominata "Associazione Culturale Poggio Oddone" Tale Associazione è apartitica, aconfessionale, ed è autonoma e indipendente da qualsiasi Ente, Associazione, Società, Impresa o Sindacato, pur mantenendo la volontà di collaborare con ogni realtà che svolge attività di crescita socio culturale sul territorio di Perosa Argentina e delle Valli Chisone e Germanasca. Con la presente la "Associazione Culturale Poggio Oddone" vuole dunque presentarsi ad ogni altra Associazione Perosina e del territorio e nel contempo rendere nota la propria volontà di collaborazione e di appoggio ad ogni iniziativa di sviluppo socio culturale da altri intrapresa. Nel ringraziarVi per l'attenzione e la considerazione e nella speranza di vederVi quali nostri graditi Soci e collaboratori, cogliamo l'occasione per augurarVi ogni bene. Perosa Argentina 18 febbraio 2003 Il Direttivo della Ass. Culturale Poggio Oddone I |
![]() L'assoldamento
I cavalieri
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Piccola raccolta di citazioni storiche che tracciano una breve storia di Perosa e del suo castelloIl primo documento che la cita è quello dell'8 settembre 1064 della donazione che la contessa Adelaide fa della Val di Perosa ai Benedettini neri, fondando così l'Abbazia di S. Maria di Pinerolo. Il documento recita così: " .. et medietatem de Portis et de Turina, subscriptarum vero integritatem, id sunt: valle Sancti Martini, Petrosse, Pogio Odonis, Pratomollo " (Cfr. Cipolla, Gruppo dei diplomi adelaidini ) Un altro documento, questa volta del 1160 parla di un accordo tra l'abate di S. Michele della Chiusa e quello di Cavour. Il documento dice che questo accordo viene stilato nella chiesa di S. Genesio di Poggio Oddone: "Est in eadem valle propter ipsam argentariam ecclesia in honore Sancti Genesii constructa ad ius et proprietatem ecclesie de Caburro, hanc habet ab ipsa ecclesia sub hac conditione abbas et ecclesia Beati Michaelis quod annuatim festo beati Martini quinque solidos segusiensis monete, nomine census, debet pro ea exsolvere a hoc durante argentaria" (R. Comba Miniere fucine e metallurgia nel Piemonte medievale e moderno) In Carutti, Storia di Pinerolo si leggew che "nel 1220 durante il regno del conte Tommaso di Savoia, l'abate Giovanni conserva ancora dei possessi in val Chisone e val Lemina, il castello di Perosa e taluni diritti su Pinerolo..." Questo ci permette di dire che fin da quell'epoca Perosa era dotata di un castello. (Carutti Storia di Pinerolo) Un documento interessante è quello del 2 agosto 1233 che riferisce come Amedeo IV cede ad Oberto Aurucio, maresciallo del Delfino, ogni ragione che glòi compete "in valle Pinaschae et in mandamento villae Petrosse" dal luogo chiamato Malanaja fino alla fontana di Aulanero (C. Giolitti, Notizie storiche su Perosa e la sua valle) Ne segue la forte protesta da parte dell'Abate. Così "nel 1239 "in burgo Podii Odonis in ecclesia Sancti Genesii" l'abate Alboino e il maresciallo Oberto Auruç con il figlio Pietro trovano un accordo relativo alle entrate bannali per cui "si aliquo caso fortuito argenterie reperirentur in valle Petrose habeant et habere possint dictus dominus Ubertus et eius filius dominus Petrus " (R. Comba, idem) Particolare interessante è il documento del 1273 che cita la Villanova, segno di una avvenuta espansione dell'abitato. Questo documento racconta come di nuovo sorgano questioni fra gli Abati e Tommaso III. Arbitri della disputa sono il castellano di Perosa Rufino da Barge e Nicolò di Billens giudice di Pinerolo. Viene stabilito che tutti i Castellani dovranno giurare di difendere i beni del monastero e far giurare agli uomini della val di Perosa fedeltà agli abati. L''Abate in cambio dovrà in perpetuo "tercia ficta et affaytamenta et successiones in domibus Villenove Podii Odonis que sunt a vis qui incipit in porta qua itur versus terram Dalphini et ducit usque ad portam que itur vrsus vineas Gastaldis (C. Giolitti idem) Nel 1301 con Filippo inizia la dinastia dei principi d'Acaja. Egli riorganizza il suo piccolo Stato che ha come capitale Pinerolo e pone vicari o castellani nei centri del principato. Sotto il dominio di Filippo "viene ricostruito e fortificato il castello di Poggio Oddone che ormai prende nome di castello di Perosa ed è strategicamente molto importante perché costituisce il baluardo dello stato degli Acaja verso il Delfinato" (C. Giolitti idem) Durante la dinastia Acaja, che si esaurisce nel 1418, Perosa e la sua valle vengono dotate di Statuti che verranno riconfermati da tutti i governanti che si susseguiranno. E si giunge così alla prima dominazione francese durante la quale Perosa e la sua valle subiranno ogni sorta di angherie soprattutto sotto il governo del maresciallo Bourdillon. Il trattato di pace di Cateau Cambresis restituirà le terre ai Savoia, ma Pinerolo, Perosa e Savigliano dovranno aspettare fino al 1574 per ritornare sabaude. Infatti il 7 ottobre 1574 Carlo Birago luogotenente Generale di Enrico III di Valois per il Piemonte, riceve l'ordine dal suo re Enrico III di Valòis di sgomberare Pinerolo Perosa e Savigliano. Così Carlo Birago darà ordine a Francesco Birago, governatore e castellano di Perosa, di lasciare il borgo. Le chiavi del castello di Perosa saranno ricevute dal Conte Parella di S. Martino che le darà al signor Pietro Turta designato dal duca come castellano di Perosa. Il documento porta la data 15 dicembre 1574. Durante il governo del Turta si predispongono opere di restauro e di ristrutturazione del castello di Perosa, (vedi pianta del Castello del 1590 Archivio di Stato). Le terre della valle però cadranno di nuovo in mano francese fino al 1696 quando il trattato di Torino stabilirà la restituzioone di Perosa e Pinerolo a Vittorio Amedeo II, ma a condizione che le loro fortificazioni venissero rase al suolo per sempre!Così viene abbattuto il Castello di Perosa. altre dominazioni seguiranno, ma è storia più recente... Fortuitamente, nel 2002, a Perosa durante alcuni lavori di posa di un traliccio nella zona che ora è dominata dal faro della pace, sono riemersi i resti di una delle torri rotonde che probabilmente facevano parte dell'antico Castello di Poggio Oddone. La tipica base rotonda situa tali resti ad un periodo antecedente il XVI secolo. Solo dopo quell'epoca infatti si iniziarono a costruire fortificazioni con il tipico impianto a stella, come fu infatti l'impianto del successivo Forte di Perosa, ubicato poco sopra rispetto al più antico e vissuto Castello. (Ricerca storica a cura di Laura Balzani) |
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